martedì 14 ottobre 2008

Parliamo d'amore

Sfogliando distrattamente le pagine della Dottrina Sociale della Chiesa mi ha colpito una frase a pag.125 del testo. Dice "..l'essere umano è fatto per amare e senza amore non può vivere". Giovanni Paolo diceva, nella sua Lettera alle Famiglie:"...amare significa dare e ricevere quanto non si può nè comperare nè vendere, ma solo liberamente e reciprocamente elargire". E' bello parlare così di amore perchè descrive una realtà antropologica profonda che contraddice il dettato di una società che è orientata, in massima parte, a criteri di efficenza, di profitto e di proprio tornaconto.

Parliamo d'amore partendo, allora, dal fatto che ognuno di noi è nato con un infinito bisogno di essere amato e di amare e che questa sete d'amore è un bisogno primario, più vitale del mangiare, del bere edel dormire. nessuno di noi potrebbe oggi amare, se non fosse stato amato ieri e se l'amore che abbiamo ricevuto era un pò zoppicante, per es. un amore geloso,o possessivo, o ansioso, anche il nostro modo di amare oggi, potrebbe avere delle "zone di ombra". il bisogno d'amore, cioè il bisogno di riconoscimento, di appartenenza, di gratificazione è la "conditio sine qua non" che ci apre all'incontro e al dialogo con le altre persone e ci da la possibilità di dilatare noi stessi oltre i nostri confini.

Nel nostro vivere quotidiano ci siamo abituati a "relativizzare e a banalizzare l'esperienza d'amore" perchè, continuamente, sotto i riflettori di ogni genere, scorre l'effimero della vita e vengono oscurati i valori che ne sono il fondamento.

Con il termine "amore" viene compreso tutto, è amore la passione per uno sport, è amore l'attaccamento ad un animale, è amore l'interesse per una nuova tecnologia, è amore l'intreccio delle soapopera, è amore ogni relazione che soddisfi i miei desideri, anche se momentanei e passeggeri. Per amore vengono commessi tanti tradimenti, sempre per amore si sciolgono legamo o si raddoppiano, ancora per amore, a volte, si uccide.

Qualcuno un giorno disse:"..amatevi come Io vi ho amato". E se cerchiamo di capire come ci ha amato scopriamo che il Suo era un amore "gratuito" era un "dare"infinito, tracciando la mappa della nostra piena umanità.


In fondo tutta la storia degli uomini ci appartiene come se fosse la nostra. C'è un inizio, una nascita, prosegue con un percorso accidentato, con ruzzoloni e cadute, ma anche con scalate e traguardi, per giungere ad una fine che avrà significato " sol per chi lascia un'eredità di affetti" come diceva il poeta.

Ogni nostra storia è così, più o meno vissuta, più o meno sofferta, ma in ogni nostra storia possiamo scoprire l'amore che la conduce. A volte è palese, a volte è nascosto, a volte è dichiarato, a volte è sotteso. Ma esiste, dobbiamo solo scoprirlo. Quante volte ci siamo chiesti perchè abbiamo scelto quella persona, oppure perchè abbiamo preso quella decisione o intrapreso quella strada che mai avremmo immaginato e che invece ci si rivela positiva, Quante volte ci troviamo a vivere situazioni da cui non riusciamo ad uscire e poi, piano piano, si srotolano, si spieghetano, trovando soluzioni impensabili prima. E' solo il destino? E' solo il caso? Qualcuno scrisse un giorno "..che cosa è l'uomo perchè te ne ricordi e il figlio dell'uomo perchè te ne curi ?"

Voglio ricordare Camus quando diceva "..nell'uomo vi sono più cose da ammirare" ed ancora Tagore che insegna "Ogni bimbo che nasce annuncia che Dio continua a sperare nell'uomo" e Vinoba Bhave, il grande discepolo di Gandhi, dichiarava " la madre in attesa del figlio è in attesa di Dio".



Allora....perchè io seguito a non voler capire ?

2 commenti:

  1. ciao, mirella, eccomi di nuovo quì, a leggere e rispondere ai tuoi post che trovo sempre molto interessanti e in certi casi molto introspettivie svicerali per chi li legge.
    in questo caso specifico, mi sento come se facessi un viaggio interno a ma dalla nascita ad oggi.
    nasco da una madre che non sa donare nulla dise e che rifuita anche se stessa,e da un padre che sa quel che vuole e sa che la vita lo aspetta e dona anche se di nascosto, il suo grande amore per le persone a cui tiene, dando sempreloro molta complicità e molto umarismo per alimentare le emozioni e non farle mai trascendere in cose brutte. poi vedo delle scelte delle due figure che mi dovrebbero allevare, di lasciare me e mio fratello, di un anno e mezzo circa più grande, dai nonni, oserei dire per fortuna, paterni e non materni, tanta libertà in loro ma nulla che li appaghi. dopo 10 anni mamma decide di riprendersi i figli che ormai vivevano in un ambiente sano, sereno, unico, confortevole e molto ricco di amore e di dolcezza, con la prepotenza di un uragano che quando passa rade tuttoal suolo.. i due piccoli sono invasi da tristezza, angoscia e disperazione perchè il loro ambiente protettivonon esiste più e al suo posto ce n'è un altronuovo freddo, glaciale che non riconoscono e che faticano a far diventare loro... si accorgono che la terra sotto i loro piedi no c'è più e hanno la sensazione che prima o poi faranno il botto, ma ecco una luce che temporaneamente li prende e fa loro capire che anche se sembrano soli, ci sonopersone stupende che vogliono loro bene e che c'è sempre che porge loro una mano.
    malgrado questo però sono sempre tristi, cercano il clore che manca. la certezza della loro esistenza, cercano così tanto ed ognuno per la poria strada che alla fine si perdono fra di loro, fino a non vedersi più perchè costretti a separarsi di nuovo a dodici anni. il maschio va nelle braccia calde e amorevoli dei nonni paterni, la femmina va nella tana glaciale dove ogni tanto risplende il barlume di un lume tramita il padre.
    ora io mi chiedo...
    ma una madre, santo Dio, possibile che per il suo egocentrismo ed egoismo di ruolo decide di ferire così i prori figli, portandoli via nel modo peggiore dal loro piccolo modo fatto d'amore ?
    con quale coraggio, per ben 21 anni si rifà sulla figlia per via delle sue scelte sbagiate e con quale coraggio incolpa lei della sua rovina fino a non aiutarla nel momentodel bosogno ossia tra la vita e la morte, vantandosi però con il mondo esterno di essere una buona madre e un'ottima persona sempre presente e amorevole'
    io vorrei capire perchè no riesco a trovare logico questo modo di fare, una madre non dovrebbe pensare al bene dei figli?

    P.S.a 23 anni ho avuto un tumore dell'ovaio. mio padre a 53 anni 4 by-pass ed ora un tumore al colon.sono staconvinta che lei sia una persona cattiva che sa solo scaricare i suoi isterismi cintro tutti sebza affrontare il vero problema ed incolpando a raffica, senza battere ciglio chiunque capiti sotto tiropur di non riconoscere in se stessa l'errore più grande della sua vita, il non saper amare e non saper essere una madre come forse vorrebbe.

    P.P.S. anche io sono destinata come lei a non saper amare qualcuno e a distruggere la vita altrui per il mio egoismo ?

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  2. Ciao Denise 77. Hai voluto scrivermi ancora ma questa volta hai mandato il tuo commento alla mia casella postale e mi hai chiesto di publicarlo integralmente. Cosa che ho fatto appena ho potuto. Ora mi chiedi di rispondere alla tua ultima domanda,
    Tu mi dici che non hai mai avuto quell'amore che avrebbe dovuto significare la tua nascita, quell'amore materno che dovrebbe nascere spontaneo molto prima del primo vagito. Però mi dici anche che con tuo fratello hai conosciuto un affetto coldo, amorevole, sereno, accogliente presso i tuoi nonni. mi dici anche che a volte vedevi raggi di una luce così intensa che non ti faceva sentire sola ma ti faceva capire che c'era qualcuno pronto a proteggerti. questo è il dono dell'amore, un tesoro prezioso che ti renderà capace di amare, e il tuo sentimento sarà più consapevole, più adulto. Non devi guadare con aggressività e rancore la situazione che vivi. Se tua madre è così incapace di amare forse è perchè nessuno l'ha mai amata nella misura in cui lei avrebbe voluto. Invece di discutere prova a capire quello che sente non quello che dice. Chi aggredisce dichiara la sua impotenza. Chi urla e batte i pigni sul tavolo non sa fare altro per farsi ascoltare. Il leone ruggisce perchè spera di far scappare l'avversario. Non ruggire, ascolta,sorridi. Pensa che, realmente, sei tu la più fortunata. Ciao.

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